Lo scorso 16 settembre la School of Public Health dell’Università di Yale ha pubblicato un Rapporto su un programma segreto russo di rieducazione e addestramento militare per i bambini ucraini provenienti dai territori occupati. Il Rapporto intitolato “I bambini sottratti all’ucraina: nella rete di rieducazione e militarizzazione della Russia documenta come il programma in questione sia molto più ampio di quanto stimato in precedenza.
A riportarlo è il New York Times (NYT) che sottolinea come i ricercatori di Yale abbiano approfondito il fenomeno del rapimento di minori ucraini da parte delle autorità russe anche in virtù del mandato di arresto spiccato nel 2023 dalla Corte Penale Internazionale per il presidente Vladimir Putin e per il Commissario russo per i diritti dei bambini Maria Lvova-Belova.
L’obiettivo del Cremlino è agghiacciante: arruolare i minori ucraini nelle scuole e accademie per un addestramento militare finalizzato al combattimento contro la propria patria. Lo studio ha documentato almeno 210 siti in Russia e nelle aree occupate adibiti a questo tipo di preparazione militare: scuole per cadetti militari, campi di orientamento nazionalista russo, monasteri, scuole, campi estivi, orfanotrofi e ospedali ortodossi russi.
Secondo Nathaniel Raymond, direttore esecutivo del laboratorio di ricerca di Yale, siamo di fronte al più imponente caso di sottrazione di minori dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi, quando la Germania nazista trasferì i bambini dalla Polonia occupata in Germania per insegnare loro la lingua tedesca. “Vediamo il passaggio dalla deportazione alla rieducazione alla militarizzazione. Li prendono, li trasformano in russi e poi li trasformano in soldati”, ha detto Raymond.
È superfluo dire che Mosca ha dichiarato che i bambini sono stati rimossi dalle linee del fronte nei territori occupati per la loro sicurezza. Un atto di “salvataggio”, dunque, ma con obbligo di servizio militare incluso. Una pratica proibita dalla Convenzione di Ginevra che la Russia non riconosce poiché rivendica i territori annessi.
Il NYT evidenzia come l’espansione del programma russo richiami le politiche sovietiche di inizio XX secolo di indottrinamento e addestramento degli orfani di guerra per il servizio militare o nella polizia segreta. Si tratta di una condotta criminale con risvolti pericolosi anche dal punto di vista della sicurezza europea: dal 2014, la Russia ha iniziato a reclutare giovani in misura sempre maggiore e attraverso la lenta ma progressiva occupazione di una parte dell’Ucraina, Mosca ha accesso a un bacino sempre più ampio di potenziali soldati.
Lo studio afferma che è praticamente impossibile rintracciare tutti i bambini ucraini rapiti perché sparpagliati sull’immenso territorio russo. Tuttavia, è stato possibile geolocalizzazione i siti di addestramento e collegarli con informazioni pubbliche sui bambini ucraini, come i post sui social media, o i siti in Russia e nei territori occupati.
I ricercatori di Yale hanno identificato il caso di alcuni registri ufficiali russi che mostrano che diverse agenzie del governo russo gestiscono circa la metà dei siti, tra cui uno chiamato “Giovane Patriota” vicino a Mosca. È gestito dalla stessa agenzia di gestione immobiliare che gestisce il Cremlino e le residenze presidenziali.
All’oscena pratica della sottrazione dei minori ucraini da parte dei russi, si aggiunge quindi il perverso disegno imperialista volto a distruggere un’intera popolazione nei suoi valori e nella sua pacifica esistenza democratica.
Giulio Terzi di Sant’Agata