Se i comizi dell’opposizione sono un successo incontenibile di folla ed entusiasmo, cosa fa un regime degno di questo nome? Oltre a reprimere gli oppositori (attività mai cessata), terrorizzare la popolazione (fino a far chiudere gli esercizi commerciali che vendono cibo agli oppositori che viaggiano per la campagna elettorale), la narcodittatura di Maduro è arrivata perfino a inventarsi lavori stradali casualmente lungo le principali vie di trasporto che portano ai luoghi in cui sono previsti eventi in pubblico di Maria Corina Machado, la leader dissidente che sta attualmente trainando la campagna elettorale del candidato unitario alle presidenziali per l’opposizione Edmundo Gonzales Urrutia.
Per quanto possa sembrare ridicolo, perfino tragicomico, il governatore del Tachira (Stato a ovest del Venezuela lungo il confine con la Colombia, tradizionalmente bastione dell’opposizione) avrebbe ordinato di effettuare lavori di manutenzione in alcune delle principali arterie di accesso alla zona tra Coloncito e San Cristobal. Alcuni abitanti locali, che da decenni non vedevano alcuna opera di mantenimento del manto stradale, hanno ripreso e pubblicato nei social networks le immagini delle strade letteralmente sventrate da escavatori e mezzi pesanti di movimentazione (in questo caso, nel tratto di strada che collega Las Mesas e Seboruco). Nessuno, ovviamente, crede che si sia trattato di reale esigenza da parte delle autorità locali di porre mano allo stato di degrado delle vie di comunicazione. Tutti sono coscienti della pretestuosità dei lavori effettuati proprio nell’imminenza degli eventi pubblici convocati da Maria Corina Machado, e che in ogni caso si sono tenuti.
Se l’intenzione del regime era ostacolare il passaggio della carovana dell’opposizione e scoraggiare l’arrivo di sostenitori alle piazze e strade di Coloncito e San Cristobal, l’operazione è sicuramente fallita. Ciò non toglie che immagini come queste, e tante altre, dimostrano ancora una volta -se ce ne fosse stato bisogno- il carattere antidemocratico della narcodittatura chavista, che non perderà l’occasione delle “elezioni” presidenziali del prossimo 28 luglio per imbastire l’ennesima farsa elettorale e rimanere al potere per altri 5 anni.
Decisiva sarà la reazione del popolo venezuelano, e ancor più dei ranghi medio-bassi delle forze armate, che in caso di proteste popolari riceverebbero, come sempre nel passato, l’ordine di reprimere le manifestazioni pacifiche.
Andrea Merlo