Il testo è tratto da un comunicato stampa diffuso dall’Associazione delle Donne Democratiche Iraniane del Nord Italia il 16 aprile 2026.
L’Associazione delle Donne Democratiche Iraniane del Nord Italia condanna fermamente qualsiasi tentativo di riabilitare o legittimare figure e strutture legate a regimi dittatoriali del passato, così come ogni forma di sostegno a nuove derive autoritarie.
Tale approccio rappresenta un insulto all’intelligenza e alla dignità del popolo iraniano, che da decenni lotta e sacrifica vite umane per la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti umani.
È fondamentale ricordare che la repressione sistematica durante il periodo monarchico in Iran, in particolare attraverso la polizia segreta SAVAK, è stata ampiamente documentata da organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra cui Amnesty International, che ha denunciato torture, detenzioni arbitrarie e gravi violazioni dei diritti fondamentali.
La rivoluzione anti-monarchica in Iran non è stata il risultato dell’azione di una singola forza politica o religiosa, ma una mobilitazione popolare vasta e trasversale contro la dittatura, la repressione e l’assenza di libertà fondamentali.
Milioni di iraniani sono scesi in piazza chiedendo libertà, giustizia sociale e democrazia.
È altrettanto importante sottolineare che le forze religiose, inclusi Khomeini e altri esponenti clericali, hanno successivamente deviato e confiscato questa rivoluzione popolare.
Dopo essere state tollerate e in alcuni casi rafforzate durante il regime precedente, tali forze hanno instaurato una nuova forma di dittatura: quella religiosa, basata sul principio del velayat-e faqih, che ha negato ancora una volta al popolo iraniano i suoi diritti fondamentali.
Oggi, la legittimazione di figure legate al passato dittatoriale, in particolare il figlio dell’ex dittatore, che non solo non prende le distanze dai crimini del passato ma in alcuni casi li giustifica, e che evoca la restaurazione di apparati repressivi come la SAVAK e la repressione violenta delle opposizioni politiche, rappresenta una grave offesa alla memoria e alla dignità del popolo iraniano.
Il popolo iraniano ha pagato un prezzo altissimo nella sua lotta contro due dittature — quella monarchica e quella religiosa — e continua a pagarlo con la propria vita.
Qualsiasi tentativo di imporre o legittimare nuove forme di autoritarismo, sotto qualsiasi veste, è inaccettabile.
Il futuro dell’Iran appartiene esclusivamente al suo popolo, che ha già dimostrato, con oltre un secolo di lotte, di aspirare a libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani.
Elham Nikzat
Responsabile dell’Associazione delle Donne Democratiche Iraniane del Nord Italia