theglobalnewsit

“The rule of law for the right to life”
Marco Pannella

  • Primo Piano
  • Israele in guerra
  • Guerra in Ucraina
  • Europa
  • Nord America
  • America Latina
  • Africa
  • Medio Oriente
  • Asia
  • Video
Reading: Il popolo iraniano chiede il nostro sostegno contro il regime: evitare pericolosi ripensamenti!
Condividi
theglobalnewsit
0
Aa
Search
  • Primo Piano
  • Israele in guerra
  • Guerra in Ucraina
  • Europa
  • Nord America
  • America Latina
  • Africa
  • Medio Oriente
  • Asia
  • Video
Hai già un account? Accedi
Seguici
© 2023 Tutti i diritti sono riservati.
theglobalnewsit > Blog > Medio Oriente > Il popolo iraniano chiede il nostro sostegno contro il regime: evitare pericolosi ripensamenti!
Medio Oriente

Il popolo iraniano chiede il nostro sostegno contro il regime: evitare pericolosi ripensamenti!

Giulio Terzi di Sant'Agata Pubblicato 27 Maggio 2023
Condividi

Per l’ennesima volta, l’Europa ha voluto “tranquillizzare” il regime terrorista di Teheran che la giustizia, lo Stato di diritto e la sicurezza dei propri cittadini non costituiranno mai un impedimento alle azioni criminali da parte dei mullah nel nostro Continente, sempre più certi di una sostanziale impunità.

Alcuni recenti segnali avevano fatto ben sperare sulla fine di ogni “appeasement” in favore di una quanto mai necessaria inversione di rotta nei confronti di Teheran:

la decisione del Consiglio Affari Esteri dell’UE, nei giorni scorsi, di sanzionare – per gravi violazioni dei Diritti Umani in Iran – la “Fondazione cooperativa” dell’IRGC, organismo responsabile della gestione degli investimenti dei Pasdaran;

le dure parole e le forti preoccupazioni – soprattutto riferite al programma nucleare militare mai abbandonato da Teheran e l’intervento attivo nell’aggressione russa all’Ucraina, con la fornitura di droni e altri armamenti letali utilizzati contro la popolazione ucraina – contenute nel comunicato finale dei leader dei Paesi G7 riuniti a Hiroshima;

i recenti appelli dei Parlamenti occidentali pressoché unanimi nel condannare la brutale repressione del regime e di solidarietà con il popolo iraniano in rivolta, e di quel movimento che ne rappresenta appieno l’essenza e il significato: il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, guidato dalla Presidente-eletta, Maryam Rajavi.

Questo mutato scenario non ha impedito al governo belga di dare seguito a quello sciagurato accordo concluso lo scorso anno con il regime, per un vero e proprio scambio di prigionieri, permettendo ad Assadollah Assadi di tornare in patria accolto come un eroe nazionale, alimentando così quella diplomazia degli ostaggi portata avanti dal regime fin dai suoi albori, più di quaranta anni fa.

Si tratta proprio di quell’Assadi, terzo consigliere dell’ambasciata iraniana a Vienna, condannato in via definitiva dal tribunale di Anversa nel giugno 2021 per il suo ruolo centrale nel tentato attacco dinamitardo nel giugno 2018 a Villepinte (Parigi) durante il raduno annuale della Resistenza iraniana – in cui erano presenti decine di personalità politiche e amministratori locali italiani – primo diplomatico a essere processato in Europa per coinvolgimento diretto in attività terroristiche.

Ciò costituisce un precedente estremamente pericoloso in grado di minare alle basi la giustizia internazionale, poiché in presenza di un condannato per crimini contro l’umanità o per terrorismo, è sufficiente che le autorità del Paese di provenienza del condannato arrestino uno o più cittadini del Paese in cui è detenuto o condannato che si trovano stabilmente o momentaneamente sul proprio territorio. A quel punto la richiesta di scambio sarà naturale e drammaticamente “legale”.

È il momento di comprendere quanto sia pericoloso offrire simili assist di ricatto ad un regime senza scrupoli – primo finanziatore del terrorismo internazionale! – ma che grazie alla tenacia degli iraniani, si trova finalmente a dover fare i conti con il serio pericolo della sua imminente dissoluzione, in favore di un Iran libero e democratico.

Siamo quanto mai direttamente responsabili del cambio epocale in atto in Iran, e non possiamo rischiare di compromettere il buon esito di questo processo verso la democrazia con ulteriori concessioni agli ayatollah, ma piuttosto dobbiamo mostrarci compatti e uniti, in un unico “blocco” Euro-atlantico, nell’assicurare alla giustizia i responsabili dei crimini commessi dal regime in patria e nel mondo intero

Sen. Giulio Terzi di Sant’Agata

Subscribe to Our Newsletter

Subscribe to our newsletter to get our newest articles instantly!

Giulio Terzi di Sant'Agata 27 Maggio 2023
Share this Article
Twitter Email Copia il link Stampa
da Giulio Terzi di Sant'Agata
Diplomatico e politico, è Presidente Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato della Repubblica
Previous Article La pace per la Cina significa la resa per l’Ucraina
Next Article La stima del Global Slavery Index 2023: 50 milioni le vittime della schiavitù moderna

Potrebbe interessarti

Primo Piano

Iran, tregua sempre più fragile: Trump rischia lo scacco matto

Tratto da un articolo di Gianfranco D’Anna pubblicato su Formiche il 29 giugno 2026 Un continuo ping-pong di missili e…

Primo Piano

Trump: «L’intesa è pronta». Poi lo scontro con Netanyahu

Tratto da un articolo di Davide Frattini pubblicato su il "Corriere della Sera" il 15 giugno 2026 Convoca la riunione…

Primo Piano

Iran, la minaccia atomica riaccende la tensione in Medio Oriente

Tratto da un articolo di Cristina Di Silvio pubblicato su L'Altravoce il 13 maggio 2026. “Se gli Stati Uniti dovessero…

Primo Piano

Tra minacce e negoziati. L’azzardo dei Pasdaran con Trump

Tratto da un articolo di Alessia Melcangi pubblicato su La Stampa l’11 maggio 2026 Continua la saga della guerra-non guerra.…

theglobalnewsit

The Global News è una testata edita VenturAcademy

Categorie

  • Primo Piano
  • Israele in guerra
  • Guerra in Ucraina
  • Europa
  • Nord America
  • America Latina
  • Africa
  • Medio Oriente
  • Asia
  • Video

Informazioni

  • Chi Siamo
  • Manifesto
  • Cookie e Privacy Policy

Partner

logo-partner-1

Sede Redazione: Via Procaccini, 4 – Milano (MI) | Sede Legale: Viale Marche 70 – Milano (MI) – 20159 | P.IVA 12315660964 | Registrazione presso Tribunale Ordinario di Milano n.133 del 15/09/2022

Welcome Back!

Sign in to your account

Hai dimenticato la tua password?