Tratto da un articolo di Vincenzo De Luca pubblicato su Milano Finanza il 25 giugno 2026.
La crisi nei rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti, resa più stridente dalle profonde divergenze emerse nella guerra tra Usa e Israele contro l’Iran, chiama in causa una revisione dei rapporti transatlantici. Non si tratta solo delle numerose dichiarazioni critiche del presidente Donald Trump e del vicepresidente JD Vance nei confronti dei principali Paesi europei e ancor più dell’Unione Europea, ma dello stesso contenuto della nuova Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, pubblicata lo scorso dicembre dalla Casa Bianca.
Tale documento determina un nuovo quadro strategico nel quale l’Europa dovrà necessariamente assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa, essendo le priorità del governo Usa incentrate sulla sovranità interna e sull’ Indopacifico, ritraendosi progressivamente dallo scenario europeo e mediterraneo e sempre meno inquadrate in un sistema multilaterale.
In questa nuova prospettiva globale il vecchio ordine instaurato dopo la Seconda guerra mondiale sta venendo meno e l’Europa dovrà essere in grado di svolgere con molta più determinazione ed efficacia il suo ruolo, sulla base dei propri valori, in un assetto globale che sarà sempre più caratterizzato dal multipolarismo. Nei rapporti con gli Usa l’Europa dovrà essere in grado di sviluppare nuovi rapporti basati su reciprocità e mutuo rispetto. Per riuscire in questa sfida l’Europa dovrà promuovere progressivamente un’autonomia strategica sul piano della sicurezza, della sovranità tecnologica e una politica estera capace non solo di rinnovare le relazioni transatlantiche ma anche di sviluppare alleanze e partnership con gli attori emergenti sulla scena globale per costruire un nuovo, più efficace sistema multilaterale per prevenire e risolvere i conflitti e assicurare stabilità, sostenibilità e resole internazionali condivise.
Sul piano della difesa e della sicurezza occorre accelerare la costruzione di una difesa europea, nel quadro Nato e ancora in un sistema di sicurezza condiviso tra le due sponde dell’Atlantico, sia sul piano operativo sia nel campo delle capacità industriali e tecnologiche. In tale prospettiva bisognerà favorire sinergie e un processo di integrazione delle industrie europee partendo dalle capacità tecnologiche esistenti nei vari paesi nei settori chiave della difesa, dallo spazio alla difesa aerea. Per procedere più speditamente in questa sfida occorre promuovere in una prima fase cooperazioni rafforzate tra i Paesi che dispongono di maggiori capacità industriali e operative.
Anche sulle tecnologie di punta l’Europa dovrà essere maggiormente in grado di sviluppare proprie capacità industriali e di ricerca. 113 giugno scorso la Commissione Europea ha presentato il pacchetto europeo sulla sovranità tecnologica, una serie di misure volte a rafforzare la capacità dell’Europa in materia di semiconduttori, intelligenza artificiale (AI), cloud e open source.
Sul piano economico i rapporti transatlantici costituiscono una quota rilevante del commercio mondiale. Insieme, l’Unione Europea e gli Stati Uniti rappresentano quasi il 30% degli scambi mondiali di beni e servizi e il 43% del prodotto interno lordo mondiale. Le relazioni economiche tra l’Ue e gli Usa sono le più strettamente integrate al mondo. Nel 2025 gli scambi bilaterali di beni e servizi hanno raggiunto 1.770 miliardi di euro con un surplus della bilancia commerciale Ue con gli Stati Uniti pari a 20 miliardi di euro. Gli investimenti reciproci dell’Ue e degli Usa sono i più alti al mondo e costituiscono un Importante driver per le relazioni transatlantiche. Nel 2024 gli investimenti esteri diretti (Ied) reciproci in azioni hanno superato i 4 800 miliardi di euro, un valore pari a quello della somma del pil di Francia e Spagna.
(…) L’Europa dovrebbe essere più consapevole delle proprie capacità tecnologiche, industriali, commerciali, ancora limitate per le resistenze nazionaliste in diversi paesi membri e procedere con assai più vigore sulla via dell’integrazione del suo mercato interno iella sua proiezione internazionale. Dalla profonda trasformazione delle strategie Usa deve derivare un nuovo, più autonomo ruolo dell’Europa che sarà chiamata ad impostare le relazioni transatlantiche e quelle internazionali sulla base di mutuo rispetto di reciproci benefici e di pari dignità.
Non esistono scorciatoie nazionali, neanche per i Paesi europei di maggior peso, per essere attori e non spettatori o vittime della transizione verso un nuovo ordine globale.